Necrologi


Leonardo Ancona: una vita per la ricerca


Il giorno 2 settembre u.s. è mancato il Prof. Leonardo Ancona, figura illustre della psichiatria e della psicoanalisi a livello internazionale. Successore alla cattedra di psicologia del Prof. A. Gemelli presso l’Università Cattolica di Milano e poi titolare della cattedra di psicologia e psichiatria nella sede romana della stessa Università, il suo instancabile spirito di ricerca lo ha precocemente spinto ad indagare sulle principali contraddizioni metodologiche delle discipline psichiatriche e psicologiche, di cui individuava lucidamente, in sede accademica, i limiti naturalistici, che pregiudicavano la conoscenza dell’autentica persona umana e degli stati di sofferenza mentale.

Da questa esigenza di un rinnovamento epistemologico, in senso umanistico, della psichiatria e della psicologia, nasceva il suo impegno scientifico inteso a trovare una via per la loro integrazione con la psicoanalisi freudiana, di cui divenne uno dei principali rappresentanti, pur conservando la propria fede nei valori della sua originaria formazione cattolica. Testimonianza esemplare del suo percorso scientifico resta tuttora il suo saggio “Introduzione alla psichiatria” (Mondatori), testo fondamentale e insostituibile per la comprensione dei problemi teoretici, clinici e didattici della nostra psichiatria accademica e della sua perdurante inadeguatezza, sul piano psicopatologico e psicoterapeutico, di fronte ai problemi dell’assistenza psichiatrica.

Grazie alla sua penetrante ed attenta riflessione critica che, unita alle Sue naturali doti di cordiale  e generosa apertura spirituale, gli ha sempre consentito di andare oltre ogni dogmatismo o rigido schematismo di scuola, il Prof. Leonardo Ancona deve essere menzionato per il ruolo altamente significativo che ha svolto nella ricerca metodologica e nell’insegnamento della psicoterapia e della psicopatologia non solo in ambito universitario, ma anche nelle istituzioni private, cui è stato prodigo, anche nella nostra città, del suo originale ed illuminante contributo scientifico e didattico.

I colleghi genovesi lo ricordano con affetto, tra l’altro, per la sua magistrale presentazione, avvenuta due anni fa, presso il Centro CESAD per l’Analisi Dialettica – di cui era presidente onorario -, della sua ultima opera “Il debito della Chiesa alla psicoanalisi”, epilogo pregnante di un’ appassionata ricerca che ha sempre aspirato a conciliare la scienza con i valori della trascendenza.

 

G.Giacomo Giacomini

 

 

 

 

 

Bruno Callieri: un ricordo esemplare


Con la scomparsa di Bruno Callieri viene meno la presenza di un illustre studioso che con il rigore del suo metodo scientifico e la sua limpida coscienza etica ha rappresentato una rara luce nell’opaco panorama della psichiatria italiana dei nostri giorni.

La sua severa coscienza critica lo ha portato, sin dalle origini della sua ricerca, a riconoscere nella psicopatologia classica, - secondo i più maturi sviluppi che nell’età moderna aveva assunto grazie ai decisivi contributi di autori come K.Jaspers e K.Schneider, - l’autentico fondamento scientifico dal quale non potrà mai prescindere la disciplina psichiatrica, nella teoria e nella prassi.

In particolare, gli studiosi italiani gli sono debitori per il suo tenace impegno nella diffusione, nell’ambito della psicopatologia clinica, del pensiero e della metodologia della scuola fenomenologica schneideriana e dei suoi rigorosi criteri di diagnostica psicopatologica differenziale, al di fuori dei quali è impensabile una clinica psichiatrica che aspiri a conseguire una valida dignità scientifica.

Fedele a questo impegno di rigore metodologico, Bruno Callieri non si è mai piegato a compromessi con le derive involutive che, a partire dalla seconda metà del secolo scorso, hanno preso il sopravvento presso la psichiatria ufficiale, che ha creduto di poter sopprimere il solido impianto della diagnostica psicopatologica classica, sostituendolo con facili e fatiscenti criteri di una manualistica pragmatico-statistica, estranea alla cultura della psichiatria europea.

In tal senso, Bruno Callieri, con la sua opera scientifica e didattica, ha rappresentato un punto significativo di riferimento per tutti quei rari studiosi che, nel nostro paese, al di fuori degli artifici mistificanti dell’ufficialità accademica, hanno creduto nella possibilità di conferire alla psichiatria un’autenticità scientifica, etica e professionale.

L’Istituto CESAD per le Scienze Psicologiche e la Psicoterapia Sistematica di Genova, che ha avuto il privilegio di annoverare Bruno Callieri tra i membri del suo comitato scientifico, Lo ricorda con commozione e gratitudine anche per i preziosi contributi ("Riflessioni sulla psicopatologia fenomenologica") con i quali sino all’ultimo ha voluto collaborare per la realizzazione dei più recenti programmi scientifici del nostro Centro Studi ("Psicopatologia Sistematica e Metodo Dialettico"), e che per tutti noi assumono oggi il significato di un testamento spirituale vincolante per il nostro futuro lavoro, tanto nella ricerca teoretica e clinica, come nella pratica professionale.